fioriecannoni

Lavavetri

Ora di religione, scuola dell’infanzia

“Maestra, ma fanno bene quelli che ti lavano la macchina e ti chiedono un soldino?”

“Chi?”

“Quelli che puliscono il vetro…”

“Ah, beh…sì…..fanno bene…mmm…però a volte…a volte è un vizio, per loro diventa proprio un vizio, ecco. E se tu hai la macchina pulita loro ti disturbano proprio!”

L’amore di mia nonna

L’amore di una nonna è fatto di piccole cose.

L’uovo sbattuto di mattina a colazione.

La favola di cappuccetto rosso alla sera nel lettone durante la settimana in cui i tuoi genitori sono in viaggio.

La pomata da mettere nelle narici quando, dice, hai il naso secco.

La transpulmina sul petto.

Chiederti di cantare ancora una volta “nonna ninnonina”.

Accettare che per un vezzo da dodicenne tu decida che la chiamerai per sempre “noni”.

Lavare di nascosto il Bobo mettendone a rischio definitivamente la tenuta. Non chiedere perché a 17 anni uno senta il bisogno di dormire con un peluche.

I cappelletti fatti sul grande tavolo a ferragosto. Non arrabbiarsi se le nipoti nel trasportarli li trasformano in un unico blob.

Insistere nel recuperare la polenta avanzata in tutti i modi possibili. Soprattutto al “gratèin”.

Invitarti a pranzo almeno tre volte la settimana.

Dirti sempre che sembri un po’ “patita” anche quando sei in evidente sovrappeso.

Entrare in casa arrampicandosi da una finestra per vedere come mai a vent’anni stai ancora dormendo di domenica mattina alle undici. Beccarsi così l’appellativo di “nonna-ragno”.

Pregare sant’Antonio da Padova perchè il tuo gatto torni a casa.

Preoccuparsi scoprendo che la luce della finestra del tuo bagno è accesa alle 4 di mattina. E non pensare male ma telefonare per sapere se va tutto bene.

Condividere il tuo dolore raccontandoti di quando anche lei ha visto morire la sua mamma giovane, tacendo il suo strazio di madre che ha perso una figlia.

Cercare di capire oltre il proprio credo e vedere la spiritualità oltre la propria superstizione.

Dirti con la semplicità di un bambino che la nascita di tua figlia ha “ricomposto” la famiglia.

Per tutto questo, per tanto altro, per tutto l’amore, grazie noni.

Lo sbarco

Questa mi sembra una delle migliori iniziative, un po’ di sostegno e di respiro. Chiedo a tutti i lettori del blog di fare girare il più possibile!

E la nave va: il manifesto

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.

Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.

Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.

In Spagna,  negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.

Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.

Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.

E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.

Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi a Civitavecchia (o a Genova).

Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.

Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.

Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.

Creiamo ponti, non muri.

È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.

Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.

Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

Guardate il blog: www.losbarco.org

Quando e come

La nave, un servizio di linea di cui occuperemmo una parte, dovrebbe partire giovedì 24 GIUGNO sera e rientrare domenica 27 GIUGNO sera. Durante il viaggio prevediamo di svolgere attività di vario tipo. Se hai qualche proposta, segnalacela.

Stiamo cercando di contrattare dei prezzi accessibili (intorno ai 100 Euro per persona) e penseremo a forme di autofinanziamento (collette, sottoscrizioni, feste…) affinchè anche coloro che hanno difficoltà economiche (studenti, disoccupati, famiglie numerose…) possano partecipare. Aiutaci!

Stiamo lavorando su due possibili destinazioni:

  • o Civitavecchia (e quindi: Roma) la nave in questo caso, essendo più grande, offre più servizi e ha saloni a disposizione per riunirsi, fare attività.

  • o Genova, con il vantaggio di arrivare subito nel centro urbano.

Si tratterebbe poi di organizzare un’ospitalità per UNA NOTTE e una giornata nella città di destinazione, in una piazza, con eventi, incontri, quanto nascerà.

Vi chiediamo:

  • di far girare questa informazione e mandare osservazioni, il lavoro è in progress

  • di partecipare al viaggio se vivete qua o di aiutarci a preparare la parte di manifestazione “in Italia”: l’obiettivo è che partano 1000 persone (di tutte le età), altrimenti si penserà ad altro.

  • Chiediamo anche un’adesione simbolica a gruppi italiani, europei, extraeuropei e a singole persone, intellettuali o meno, con messaggi di testo o video.

Storiella (con) morale

Bambini seduti in classe, lavorano a gruppi al cosiddetto lavoretto di Natale, una bella fotocopia da colorare con un pacco che si apre mostrando un presepe. La scritta sopra dice Gesù e’ un dono. Scuola dell’infanzia, ora di religione.
I bimbi parlano tra loro a voce bassa “Gesù e’ morto” “Eh si, non e’ più con noi”. Gelo. L’insegnante alza la testa di scatto e con voce alta e minacciosa sentenzia “Chi ha detto che Gesù non e’ più con noi che lo mando fuori?!”
B. “Io no! E’ stato lui!!!”
E. “….ma….io….”
Insegnante “Allora?! Ditemi…Gesù e’ con noi perché e’….e’…..”
B. “Perché e’ nei nostri cuori!”
Insegnante, soddisfatta, “Ahhhhh….bravo A.!!!!!!”

Tra ns

Da un po’ di tempo non vedo entrare e uscire nessuno. Forse perchè fa freddo e il cortile non si vive come d’estate, quando tutti sanno tutto di tutti.

Non ricordo nemmeno più da quanti anni vivono qui, ma saranno almeno otto o nove perchè forse ero incinta del mio primo figlio.

In un appartamento di venti metri quadrati in cinque, sei, a volte più persone. Tutte transessuali. Tutte sudamericane, per lo più brasiliane.

La prima fu Valeria. La sua posta arrivava a nome di un certo Elio. Era lei. Bellissima, una super donna. Io e la mia vicina la guardavamo dal ballatoio e ci chiedevamo come facesse a essere tanto bella, mentre usciva con le sue amiche e aspettava il taxi che l’avrebbe portata a lavorare.

Era lei la regina incondizionata. Ed era allegra e davvero simpatica.

Il cortile spesso sembrava un certo estetico, mentre qualcuna si spinzettava le sopracciglia altre si pettinavano, così, sedute sulle sedie davanti a casa. Erano scene divertenti, alcune piuttosto surreali, anche perchè alla luce del giorno, fatta salva Valeria, senza il trucco e i vestiti super sexy i corpi in trasformazione e non necessariamente aggraziati prendevano il sopravvento sull’immaginario notturno (vedasi colei che benevolmente avevamo soprannominato “Mike Tyson”).

Una domenica sera siamo tornati da un week-end fuori Milano, stanchi, con i bimbi addormentati, e appena varcata la soglia della corte ci siamo ritrovati in mezzo ad una mega festa con musica e cibo e palloncini e risate e balli. Magnifico. Il compleanno di Valeria.

Questo per dire che c’è stato un tempo in cui la convivenza poteva anche essere un po’ “rumorosa”, ma comunque alla luce del sole.

Poi, un giorno, Valeria è crollata. Era un pomeriggio in cui l’ho sentita urlare in cortile. Diceva che non poteva entrare in casa, che c’era in casa un uomo con un coltello, che la voleva uccidere. Giurava che fosse nascosto dentro dentro l’armadio.

Abbiamo chiamato i carabinieri, ma in casa non c’era nessuno. Dopo questo episodio Valeria è sparita e il clima è cambiato. Le ragazze che sono restate hanno iniziato e cercare di non farsi notare e dare meno “fastidio” possibile.

Non posso dire di averle conosciute bene, qualche scambio di battute (soprattutto sulle mie varie “pance”), ma la loro presenza mi ha reso in qualche modo partecipe di un mondo che non conoscevo. E mi ha obbligato a farci i conti REALMENTE.

Ho visto chi sono i loro clienti. Spesso mi sono ritrovata a commentare “incredibile, chi l’avrebbe mai detto?!?”. Perchè sono tanti i giovani, carini, anche tipi che potresti immaginare facilmente con la fidanzata. Distinti signori. Eleganti. Bravi padri di famiglia. Quelli che non ti immagineresti. O forse sì.

Dopo la scomparsa di Valeria un’unica altra regina l’ha sostituita, Samantha. Anche lei davvero bella, di una bellezza che difficilmente si conosce. Di quelle che mettono un po’ soggezione.  Aveva un’amica bassetta e simpatica che si chiamava Paola. Con Paola ho scambiato più di qualche battuta sul loro Paese e sull’Italia e su cose più piccole, iniziavo, con naturalezza e senza forzature, e conoscere meglio la realtà che le interessava.

Poi ci sono state le vacanze estive, l’anno scorso.

Ero al mare quando ho letto questo articolo sul giornale.

Oggi c’è di nuovo tranquillità in cortile.