Il terremoto e lo sfruttamento dei bambini
Pubblicato da Marcella De Carli
Non ho voglia di parlare del terremoto. Troppo rumore, troppe parole, troppo falso coinvolgimento.
Ma una cosa la devo dire perchè mi sta facendo male e mi mette molta rabbia. Lasciate stare i bambini per favore.
Ho appena sentito a un telegiornale rivolgere loro domande del tipo “com’è ora la tua casa?” (ovvia la risposta di una bimba di sei anni “rotta”). Servizi che indugiano sui bisogni dei piccoli con il chiaro unico scopo di fare audience.
Bambini e ragazzini a cui viene data l’opportunità di sentirsi importanti facendo loro scimmiottare gli adulti, quando probabilmente il sentimento, data la differente percezione, sarà molto diverso. Mi ha fatto venire in mente il libro ‘la mia guerra’ in cui Elio Vittorini con sincerità racconta di come lui bambino percepiva e viveva l’arrivo della guerra, con quel misto di paura ma anche di desiderio (”finalmente anche noi avevamo la guerra!”)
I piccoli poi sono tutti uguali, ma nessuno parla dei bambini stranieri che non parlano la nostra lingua e che in questo dramma, spaventati e soli, non trovano i loro genitori e purtroppo non sanno dire i loro nomi.
2 Commenti »
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chiara dice:
Pubblicato il 10 04 2009 alle 10:20
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Marcella De Carli dice:
Pubblicato il 16 04 2009 alle 23:41
falsi senza pudore, attaccano vauro che esprime con l’arma della satira (e chissà come gli è stato difficile) il dolore di noi tutti e non si vergognano di ferire con la loro violenza, nascondendosi dietro la necessità di informare. Sono lupi, squali…