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L’assessore Moioli al Consiglio di zona 7 di Milano
Pubblicato da Marcella De Carli
Ha dell’incredibile quanto è successo l’altra sera, 24 febbraio, in Consiglio di Zona, per un appuntamento rivolto all’ascolto dei cittadini da parte dell’assessorato alla famiglia, scuola, politiche sociali.
Intanto l’assessore è arrivata con più di un’ora di ritardo, ai cittadini è stato chiesto di parlare prima che lei arrivasse (è prassi che prima parli il popolo, ma così lei non ha sentito nulla di quello avevamo da chiederle), una volta presentatasi è partita per la tangente con la relazione dei suoi settori (con slide di grafici a illustrare l’andamento delle cose). Nonostante più di cento genitori la invitassero a parlare delle scuole dell’infanzia lei, sorda e scaltra, ha deciso di partire dagli altri settori (anziani etc…), cercando di prenderci per sfinimento. Qualcuno ha ceduto, ma i più hanno resistito (dalle 17 e 30 alle 22!) e atteso che alcuni consiglieri si facessero portavoce delle nostre istanze. La capacità della Moioli (e dei suoi collaboratori) di dribblare i problemi è eccezionale; persino a domanda diretta non si è riusciti ad ottenere risposte chiare.
Che cosa abbiamo capito?
1) La circolare per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia parla di scuola aperta dalle 8 alle 18, quindi non più di di orario 9/16 più prescuola e doposcuola
2) Ogni sezione avrà due educatrici
3) Alle 8 in ogni classe ci sarà un’educatrice di riferimento della sezione, l’ingresso sarà dalle 8 alle 9
4) Ai genitori è stato richiesto di firmare una nuova riconferma indicando l’orario che preferiscono per l’anno prossimo tra: 8/13,30 - 8/16,30 - 8/18,30
5) Non si è capito (e questo è il punto!) se questi moduli servono all’amministrazione per “farsi un’idea” del numero di iscritti per le varie fasce oppure se verranno create delle sezioni su base di frequenza oraria (l’assessore l’ha smentito)
5) Le DOA (dotazioni organiche aggiuntive, le ex jolly che prima erano una ogni tre sezioni) saranno calcolate sull’intera Direzione territoriale (questo dovrebbe in teoria aumentarle di numero) ma assegnate ad ogni singola scuola
6) Nella nostra zona il numero di nidi comunali, in gestione diretta e con personale assunto dal comune, è inferiore a quello dei vari nidi convenzionati, in cui il servizio è delegato ai privati: il direttore di settore richiedei ha sottolineato la fortuna delle famiglie che possono pagarsi il nido privato con la retta comunale!
7) Ci sarà un non meglio precisato aumento del numero di bambini per sezione, motivato dal fatto che tanto i bambini di questa età si ammalano spesso (!?!)
Non abbiamo avuto nessuna risposta circa la riduzione delle ore di compresenza (che ora sono 4/5).
La sensazione è che non ci sia nessuna volontà di ascolto e di confronto con i genitori e con i lavoratori dei servizi all’infanzia.
Secondo la Moioli i genitori sono strumentalizzati e sono arrabbiati con lei perchè “lei lavora bene”
Verso lo smantellamento dei servizi all’infanzia di Milano
Pubblicato da Marcella De Carli
Ce la stanno mettendo tutta per distruggere decenni di lavoro e di impegno. E lo fanno senza confronto tra le parti, senza una minima motivazione che si regga su un’idea, un pensiero, se non quello del risparmio, celandosi dietro le esigenze delle famiglie (io sono tre volte genitore, ma come fruitore dei servizi all’infanzia del Comune di Milano nessuno mi ha mai chiesto quali fossero i miei bisogni o le mie aspettative…).
Mi sembra lo specchio di ciò che sta succedendo in Italia, dove qualcuno decide e tutti devono ubbidire.
Così è accaduto con Tremonti-Gelmini che, con prepotenza e senza chiedere il parere a chi si occupa di scuola (il mondo accademico) e a chi la scuola la fa (studenti, insegnanti e genitori), hanno potuto sferrare un tale attacco all’esistente da poter lasciare immaginare l’inizio della fine. O la fine della fine…