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Tutto come previsto
Pubblicato da Marcella De Carli
Dall’incontro avuto tra una delegazione di genitori e insegnanti del movimento anti-gelmini e alcuni rappresentanti del MIUR ecco il resoconto
Da sottolineare, come scrivevo qui, che i bambini che non si avvalgono dell’ora di religione avranno di fatto un tempo scuola inferiore! Ma è legale?
Buon Natale povera scuola pubblica, una lettera dal sud
Pubblicato da Marcella De Carli
Ricevo e pubblico la bella lettera di Donata (da Foggia) che chiarisce come i tagli vadano a distruggere esperienze significative come quella del modulo (non solo il tempo pieno) che al sud riguarda la maggior parte delle realtà scolastiche.
Carissimi tutti, ieri mi hanno telefonato dall’Attacco, quotidiano della provincia di Foggia, pieni di entusiasmo perchè sembrava che il maestro unico fosse rientrato, ho subito chiarito che non era vero. Ho dovuto spegnere diversi entusiasmi, ho dovuto dire a colleghe e amici, che in fretta si erano entusiasmati per il passo indietro della gelmini, che bisognava andarci più che cauti e che ciò che viene distrutto e su cui non torneranno indietro è proprio il modulo che tanto abbiamo difeso in questi anni nella nostra scuola e nelle scuole sopratutto del sud. Scusate la franchezza ma resta chiaro che l’intenzione è quella di distruggere la scuola pubblica, fare sì che il sapere diventi piccola cosa, propinabile in pacchetti, sufficienti 24 ore settimanali. Ricordo che sono una menzogna anche le 24 ore perché in esse sono da considerare le 2 ore di religione obbligatorie a settimana e probabilmente l’ora di inglese. Cosa resta? Si vuole distruggere il modulo, la fucina di confronto, di relazione per eccellenza, la parità tra insegnanti, la condivisione e la corresponsabilità nei confronti degli alunni e della valutazione degli apprendimenti. La gelmini lo dice chiaramente nell’intervista allla stampa, non è abolito l’insegnante unico, vale a dire colui o meglio colei che ha la responsabilità della classe, altri insegnanti sono satelliti che ruotano intorno, anche quando l’orario è superiore alle 24, anche fino alle 40 del tempo pieno, abolite del tutto le ore di compresenza e di confronto, che già ridotte al minimo, attualmente equivalgono ad un’ora a classe per insegnante. Un’ora preziosissima in cui ti dai da fare a colmare vuoti, per stare vicino a chi ha bisogno di più tempo, a chi, per capacità piuttosto elevate, cerchi di presentare problemi più complessi per non farlo annoiare; un’ora per parlare con la collega della bambina che senti strana da qualche giorno e che forse lei ha saputo interpretare meglio di te, per preparare un passaggio di apprendimento in forma laboratoriale perché le intelligenze sono multiple e per alcuni non basta la parola per comprendere, per organizzare un lavoro più complesso, per aiutare la collega in alcuni passaggi, spesso per sostituire i colleghi assenti e offrire ad alunni di classi non tue una presenza comunque qualificata, per non scioglire il gruppo classe e mandare i bambini sparpagliati in altre classi per tante ore. Un’ora per tamponare tutte le emergenze, le fotocopie che devi farti da sola perché magari manca il bidello; organizzare un’uscita, parlare con i genitori, scambiare una poesia, suggerire un libro a una collega. Parlare con i colleghi che come te hanno attraversato tante stagioni e tante riforme, con cui continui ad adattare e piegare le teorie alle difficoltà di ogni giorno, alla vita nel suo pulsare e sorprendere, per passione, solo per passione. Passione verso una scuola che ha tenuto perché gli insegnanti hanno continuamente adottato il modo di programmare, di organizzare il lavoro, di affrontare modelli di valutazione a volte veramente assurdi, perchè non mortificassero i corpi e le menti degli studenti. Scusate lo sfogo!!! Ma mi è sembrato che in giro ci fosse voglia di non occuparsi più di scuola!!!Un oscillare tra “a che serve lottare, i giochi sono fatti!” e l’attuale “va bene, è tutto rientrato!” Non è il momento di tirare sospiri di sollievo anche se è più comodo, anche se dobbiamo pensare positivo perché è Natale e magari se ci deprimiamo consumiamo meno e questo non fa bene al paese. Buon Natale povera scuola pubblica, Buon Natale a tutti. Donata
Non è cambiato nulla!
Pubblicato da Marcella De Carli
Chi da tempo si è arrischiato a leggersi il decreto, il piano programmatico e la legge lo sa, a rischio è stata sempre la compresenza e il concetto democratico di co-docenza.
E così oggi veniamo a sapere che avremo una scuola in cui un solo insegnante sarà comunque responabile del progetto educativo, anche nell’ambito del cosiddetto “tempo pieno”, perchè avremo la maestra “prevalente” e una serie di altre figure che entreranno in gioco finito l’orario di questa: la seconda insegnante nel caso delle 40 ore (se la prima è definita prevalente l’altra come la chiameremo?), nel caso delle 30 ore ci sarà un jolly che coprirà varie classi (che avrà diritto all’insegnamento o farà fare i compiti?), nel caso delle 27 ore ci penseranno inglese e religione (e gli esonerati?) e nel caso delle 24 ore ci sarà solo LEI (che in questo caso garantirà almeno la compresenza con inglese, ci rimane sempre il problema di chi non fa religione).
Allora mettiamole i bastoni fra le ruote e iniziamo ad esonerare il maggior numero possibile di bambini da religione. E poi da gennaio si fa partire una bella class-action (sempre che ci facciano la legge…)
| La verità del ministro: «La sinistra mistifica e dice le solite bugie» | |
| RAFFAELLO MASCI | |
La Gelmini ha incassato il colpo dell’Onda e ora deve fare marcia indietro. Così dicono di lei, signora ministro. Cosa replica? «Siamo di fronte ad una ingegneria della mistificazione. Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta “solo” il maestro unico. Il modulo dei due maestri su tre classi è morto e sepolto per sempre». E chi è invece che mistifica? Ministro, ma qualche cosa è cambiato o no? Adesso si parla di maestro unico come «opzione». Non è stato sempre così. Allora su cosa possono farle? Si spieghi, prego. «Se poi però si sale alle 30 ore o addirittura al tempo pieno di 40 ore, è detto esplicitamente che i maestri sono due. Senta, ministro, ma perché potendo scegliere una scuola a tempio pieno, o con un orario più generoso, una famiglia dovrebbe decidere di tenersi il «modello base» da 24 ore? Non c’era stato un parere della commissione Istruzione della Camera perché alle famiglie venisse data la possibilità di scegliere tra maestro unico e modulo? E’ una mistificazione anche il fatto che ha stoppato la riforma delle superiori di un altro anno? E che cosa ha fatto, allora, dato che ne ha rimandato l’attuazione al 2010? |
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